Sbloccare il potere dei dati sanitari

I dati e il loro utilizzo per creare valore misurabile per i nostri clienti
– Intervista a Sara Luisa Mintrone

Sara Luisa Mintrone, Head of Data Valorisation Business Unit, guida la nuova iniziativa volta a valorizzare i dati sanitari. Con una solida esperienza nella sanità digitale, Sara è da sempre fortemente motivata a sfruttare la tecnologia per migliorare gli esiti clinici dei pazienti e creare ecosistemi sanitari sostenibili. La sanità sta attraversando una trasformazione profonda e i dati ne sono il fulcro. Assumendo il ruolo di Head della Data Valorisation Business Unit, la visione di Sara è chiara: sbloccare il potenziale dei dati sanitari e trasformarli in risultati concreti per pazienti, operatori clinici e sistemi sanitari.

Qual è la missione principale della vostra Data Valorisation Business Unit e come si inserisce nel contesto della sanità digitale?

S. Mintrone: Il nostro obiettivo è semplice: consentire agli ospedali di effettuare un uso secondario dei dati sanitari corretto, sicuro ed efficace. Grazie alle nostre soluzioni supportiamo le strutture sanitarie nell’aggregazione, pulizia, strutturazione e codifica dei dati, così da valorizzarli e rendere possibile il loro utilizzo secondario, sia per la ricerca clinica sia per ulteriori casi d’uso. Nell’era della sanità digitale, la valorizzazione dei dati rappresenta il ponte tra le tecnologie più avanzate e i reali miglioramenti in ambito sanitario.

Quali sono le principali sfide nella valorizzazione dei dati sanitari?

S. Mintrone: Ce ne sono diverse e di grande rilievo. La prima è la qualità dei dati: se non sono accurati o completi, le analisi non possono essere affidabili. Poi c’è il tema dell’interoperabilità, perché i sistemi sanitari faticano ancora a dialogare tra loro. Naturalmente, privacy e sicurezza sono fondamentali: le persone devono potersi fidare del fatto che i loro dati sono protetti. Infine, c’è un cambiamento culturale da affrontare: far percepire i dati come un asset strategico. Stiamo affrontando queste sfide grazie a tecnologie avanzate e a partnership solide.

Come riuscite a bilanciare innovazione e conformità normativa, soprattutto con regolamenti come il GDPR?

S. Mintrone: È una domanda cruciale e, sinceramente, è al centro di tutto ciò che facciamo. Partiamo dal principio di privacy by design, ovvero una protezione dei dati integrata in ogni soluzione fin dal primo giorno. Puntiamo sulla trasparenza, affinché sia sempre chiaro come vengono utilizzati i dati e inoltre adottiamo tecnologie sicure come la crittografia, l’anonimizzazione e il controllo degli accessi basato sui ruoli. In questo modo possiamo innovare in modo responsabile, senza compromettere la fiducia né la conformità normativa.

Dedalus offre già soluzioni nel campo dei dati?

S. Mintrone: Sì, la trasformazione dei dati non è solo un ambito di business futuro per noi. È un’area su cui lavoriamo già da tempo e nella quale offriamo ai nostri clienti soluzioni consolidate. La soluzione di valorizzazione dei dati svolge il ruolo di ponte tra i dati degli ospedali e gli altri attori del mondo “Life Sciences”, come le aziende farmaceutiche e organizzazioni di ricerca clinica. Inoltre, molte altre nostre soluzioni fanno leva sui dati: fra tutte, la nostra suite di Business Intelligence o il Command Center, sono progettate supportare l’approccio data-driven, oggi fondamentale per il mondo della sanità.

Quali trend della sanità data-driven la entusiasmano di più nei prossimi anni?

S. Mintrone: Ce ne sono tre che spiccano in particolare. Il primo è l’intelligenza artificiale, sia generativa sia predittiva, che già contribuisce a personalizzare diagnosi e trattamenti. Il secondo riguarda i cosidetti “gemelli digitali”, che permetteranno di simulare scenari e prevenire problemi prima che si manifestino. Il terzo è lo sviluppo di ecosistemi di dati aperti e sicuri, capaci di favorire la collaborazione tra attori pubblici e privati. Non si tratta di idee futuristiche: hanno già iniziato a trasformare il settore sanitario.
In definitiva, i dati sono molto più che bit e bytes: sono storie, sono vite, sono opportunità per rendere la sanità più intelligente e più umana. La nostra missione è fare in modo che ogni singolo dato contribuisca a migliorare gli esiti per i pazienti e il lavoro dei professionisti, per costruire un futuro più sano. È questo che ci muove ogni giorno. D’altronde… la vita scorre nei nostri software!

 

Grazie per le tue riflessioni, Sara.

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